MALIKA AYANE E’ STATA LA NUMERO UNO
MALIKA AYANE E’ STATA LA NUMERO UNO
E’ SUCCESSO L’INCREDIBILE !!!
IMPOSSIBILE SCUOTERE LA PLATEA SOPORIFERA DI SANREMO?
DA QUEST’ANNO NON E’ PIU’ COSI’ !!!


MA LA REAZIONE DELL’ORCHESTRA VALEVA TUTTO IL FESTIVAL!!!

MAI IN PASSATO L’ORCHESTRA HA AVUTO SIMILE REAZIONE.

SE LA CLERICI CON LA SUA LEGGEREZZA, LA SUA TRASPARENZA, LA SUA SENSIBILITA’
DOVREBBE ESSERE LA MADRINA DI UN’ITALIA CHE VUOLE RISORGERE


L’ORCHESTRA DI SANREMO DOVREBBE RAPPRESENTARE UN POPOLO CHE SA’ DIRE BASTA.
BASTA AL MAFIOSO CHE VIENE TRASFORMATO IN EROE
BASTA A CHI STA’ IN ITALIA E DISPREZZA IL TRICOLORE
BASTA A CHI ATTACCA LE SACRE ISTITUZIONI CHE SERVONO LO STATO
(con pochi euro e con mille difficoltà)
BASTA A CHI ATTACCA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
BASTA A CHI SI RICORDA DEI TERREMOTATI SOLO QUANDO SONO ACCESE LE TELECAMERE

QUEGLI SPARTITI ACCARTOCCIATI SUL PAVIMENTO DELL’ARISTON SONO IL SIMBOLO DI CHI VUOLE
ACCARTOCCIARE IL VECCHIO PER FAR RINASCERE IL BAMBINO NUOVO
DEI NOSTRI VALORI ETERNI MUSICALI E NON.
[YOUTUBE=http://www.youtube.com/watch?v=mCImXps8VmA]
HO L’IMPRESSIONE CHE LA RAI ED IL COMUNE DI SANREMO
ABBIANO REALIZZATO IL PIU’ GRANDE SPOT ANTIGOVERNATIVO MAI VISTO
E’ FINITO IL FESTIVAL
C’E’ STATO UN VINCITORE
MA SOPRATTUTTO C’E’ STATA UNA TRIONFATRICE
ANTONELLA CLERICI


Fenomeno Antonella Clerici, l’antivalletta che piace alle donne
Molti non sarebbero stati disposti a scommettere più di un copeco sul successo di Antonella Clerici, soprattutto se confrontato al Festival di Bonolis. E invece adesso Bonolis è costretto a fare dei distinguo, «non si possono paragonare le due edizioni», e lei risponde magnanima: «Tanto non riuscirete a farci litigare». Gli ascolti hanno soddisfatto i dirigenti Rai, la conduttrice è stata apprezzata. Non da tutti, ma da molti, e in modo trasversale. Anche politicamente trasversale.
Che potesse succedere un terremoto era prevedibile, ma non fino a questo punto.
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Scossa di terremoto in provincia di Imperia
Una scossa di terremoto di magnitudo 2.5 è stata avvertita dalla popolazione nella provincia di Imperia alle 22:08 di ieri. Le località prossime all’epicentro sono Molini di Triora, Triora, Mantoalto Ligure, Ceriana, Castel Vittorio, Carpasio, Bajardo e Badaluccio. Dalle verifiche effettuate dalla Protezione civile non risultano danni a persone o cose.
La vittoria di Scanu
Il secondo posto del vituperato trio
L’arrivo di Scajola
( che non è uno che porti tanta fortuna )
hanno scatenato un vero e proprio terremoto, ma non esageriamo sennò il prossimo Festival lo presenta il mago Otelma

A Scanu il Festival dei fischi
Il Festival dei tumulti, delle contestazioni a ministri, politici e cantanti, è finito con la vittoria di Valerio Scanu e della sua “Per tutte le volte che”. Ma l’ennesimo exploit del mondo di “Amici”, di cui Scanu è figlio, è naufragato nel clima di protesta che ha finito per travolgere tutto. Non si era mai vista prima una finale in cui il pubblico in sala e l’orchestra insorgessero contro l’Italia del televoto. Un Paese diviso, lacerato anche sui problemi più gravi come la crisi nel mondo del lavoro e la disoccupazione. Sul palco Maurizio Costanzo ha portato tre operai, Calogero, Lucia e Antonino, di Termini Imerese. Ha chiesto come vedono il loro futuro. Lucia, licenziata due anni fa, ha risposto di volere un altro figlio ma di non averne il coraggio.
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Sanremo: vince Valerio Scanu, l’orchestra contro Pupo e il Principe
I musicisti contestano la finale
e lanciano gli spartiti per terra
ALESSANDRA COMAZZI
SANREMO
Ha vinto Valerio Scanu, secondi Pupo, Emanuele Filiberto, Luca Canonici, terzo Marco Mengoni. E a Sanremo è stata la rivolta. Rivolta degli orchestrali e del pubblico contro i risultati del televoto che avevano mandato in finale Mengoni e Scanu, usciti dai talent show X Factor e Amici, più il trio sempre fischiato durante ogni sua esibizione. Proteste, spartiti che volano, carabinieri in sala. Agitazione, il direttore di Raiuno Mauro Mazza che sparisce, la conduttrice, Antonella Clerici, che cerca di tenere un contegno fermo, ma visibilmente non sa che fare.

Non protesta ma vergogna, a destra c’è anche altro
Sciopero della fame se vince “Italia amore mio”
No, non sono solo canzonette. Sono cultura di un paese. Sono immaginario. Sono etichette appiccicate addosso agli italiani. E anche, nel nostro caso, sono tatuaggi fatti a forza sulla pelle di una destra che in gran parte non è più così, che non vuole essere così. Le canzoni sono cose importanti. Come le parole. E allora, senza scherzare, lo annunciamo alla radicale: nel caso sventurato che a Sanremo 2010 vinca quell’inno imbarazzante, nazional-trombonesco, cantato dall’inarrestabile e incontenibile trio “Pupo-Filiberto-Canonici”, il sottoscritto inizierà immediatemente uno sciopero della fame. Non è uno scherzo.
Attenzione: non sarà uno sciopero della fame per protesta. Chissenefrega della protesta. E chissenefrega di chi vince Sanremo. È uno sciopero che nasce dalla vergogna. Sarà uno sciopero della fame tutto culturale e soprattutto politico. Perché c’è qualcuno che deve far capire al paese che a destra, in Italia, c’è anche altro rispetto a una retorica patriottarda e vuota. C’è qualcosa di diverso da chi si riempie la bocca di patria, religione, famiglia; qualcosa di diverso da chi si riempie la bocca di ideali e valori senza declinarli nella realtà. Lo ha detto Michele Serra: Italia amore mio riesce a rendere ridicola la destra. E allora, è da destra che bisogna reagire. Perché un inno alla patria è una cosa seria. Sciopero della fame, allora. E chi è d’accordo, segua.
E’ una barzelletta, ma dietro c’è tanta tristezza.
L’inquinamento ambientale è dannoso, quello politico ci mette alla fossa, ma l’inquinamento dei valori è mortale per tutti, in maniera definitiva.


Festival di Sanremo, buona la prima. Quasi undici milioni davanti alla tv
Lo share medio del 45,29 per cento.
La Clerici esulta: «Risultato ottimo»

SANREMO
Buon esordio nella prima serata del festival di Sanremo. E gli ascolti premiano la rassegna con 10 milioni e 717mila telespettatori che hanno seguito la sessantesima edizione, e uno share medio del 45,29 per cento. Alle 21 e 35 il picco: 14 milioni 468mila telespettatori sintonizzati.
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Contributo per invogliare il turista a recarsi al Casinò di Sanremo.
IL CESSO