Emblematica la vicenda di Pieve di Teco.
Dovremmo ringraziare la popolazione di quella città. La loro determinazione ha evidenziando un metodo che è diventato una normalità.
Spacciare per BICICLETTA quello che sarebbe diventato un TIR.
Dicevano: facciamo solo una centrale a biomasse, una cosa che rispetta l’ambiente e non crea problemi. Costruiamo solo una bella, ecologica bicicletta.
A Pieve si sarebbero ritrovati un INCENERITORE-TIR che di ecologico non ha niente.
Ma se pensavano che nell’entroterra la gente non fosse combattiva e fosse facilmente condizionabile si sono sbagliati di grosso.
Ed ecco il risultato.

La centrale avrebbe bruciato rifiuti
di Natalino Famà
Per ora si ipotizzano una serie di omissioni e di reati, tra cui la truffa alla Ue e il falso, reati he tuttavia non sono ancora definiti. Almeno non pubblicamente. Il riserbo è assoluto sulla vicenda.
È alla stretta finale l’inchiesta della procura della Repubblica sulla realizzazione (e sulle autorizzazioni amministrative) dell’ex centrale a biomasse di Pieve di Teco.
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