MUSICA MUSICA – SI PARLA SEMPRE DI SANREMO


NON ESISTE TRASMISSIONE MUSICALE CHE NON SI RIFERISCA AL FESTIVAL DI SANREMO

…SOPRATUTTO QUANDO SI TRATTA DI FAR POLEMICA…

PIGNA MON AMOUR – UN MARE DI VITA SOTTO UN MARE DI STELLE


L’operazione “Rinascita”, brillantemente condotta dal Procuratore Cavallone, dall’Arma dei Carabinieri e con la collaborazione dei residenti, ha fatto capire che è possibile riprendere il controllo della Pigna. (clicca qui)
Stiamo parlando dei famosi carrugi di Sanremo, la Sanremo vecchia. Una delle zone più belle di tutta la Liguria, dove da troppo tempo delinquenza e clandestinità hanno occupato il territorio. Questo è un vero peccato, la Pigna è una zona rimasta immune dall’azione speculativa dell’uomo. La speculazione edilizia nel ponente ligure è sempre stata accompagnata da pessimo gusto e zero cura del territorio.
Ancora oggi, passeggiando per la Pigna, si possono percepire gli echi della vita di una volta, dove semplicità e voglia di stare insieme erano la normalità.
I carrugi parlano di questo tipo di società che ci apparteneva, ora appartiene di più ad altre culture.
Il turista attento, che passa per Sanremo e passeggia per la Pigna, subisce il fascino di tutto questo.


Il 3 AGOSTO ore 21:00
piazza san Costanzo

si svolgerà un incontro dibattito su
“Vivere la Pigna
le problematiche che presenta e le proposte per viverla al meglio
L’incontro è aperto a chi nella Pigna ci vive, a chi la frequenta e a chi la ama.
Sono stati invitati anche alcuni consiglieri della nuova amministrazione, speriamo portino il loro autorevole contributo!


Il 4 AGOSTO ore 21:30
nuovo apputamento con
PIGNA MON AMOUR
proiezione del film
THE ROCHY ORROR PICTUR SHOW


Insomma, l’Arma dei Carabinieri, orgoglio del nostro Stato, ci ha reso un servizio immenso, ora è il momento che la società civile riprenda in mano questo stupendo territorio gustando il piacere di viverlo.



LE SORPRESE CHE LA PIGNA SA RISERVARE
CINEMA SOTTO LE STELLE E NON SOLO


E’ il terzo anno che Pigna mon amour organizza il cinema sotto le stelle nel centro storico, ma ogni volta, oltre al film in programma, le serate riservano bei momenti di condivisione, ma anche di collaborazione per chi vi partecipa.

Prima e dopo il film, c’è sempre un gran movimento per la riuscita della serata: c’è chi si occupa delle prese per la corrente, Aziz è al computer per far partire la proiezione, chi sale sulla lunga scala appoggiata al muro per mettere il panno che oscura il lampione e rendere migliore la visione, chi sistema le sedie, c’è il the alla menta insieme ai biscotti speziati offerti da Omar, il gestore del ristorante marocchino La Casbah, e a volte c’è anche un breve intrattenimento musicale di introduzione alla serata.


Giovedì scorso trovo che sia stato speciale. Suoni non proprio consueti si avvertivano già avvicinandosi alla piazza.

Ho fretta di sapere cosa sta succedendo e così accellero il passo, ma solo quando una volta sbucata fuori dall’ultimo carrugio stretto e buio mi trovo di fronte ad uno spettacolo davvero suggestivo.

Un piccolo gruppo musicale: djembé, darbuka, chitarra acustica, il guembri (una sorta di chitarra marocchina rettangolare a tre corde) e poi la voce che cantava un brano in arabo.

Quella musica di sottofondo insieme al vociare della gente, qualcuno seduto sulle sedie, altri seduti a terra, i vassoi di the alla menta e i biscotti alla cannella che giravano per la piazza, tutto questo all’imbrunire, in una cornice come quella di una piazzetta della pigna, mi hanno trasportato altrove, non pareva neppure d’essere più a San Remo.

Non era Sanremo, non era Marocco e neppure Senegal, cos’era? perchè per me è stato così magico quel momento? perchè solo in certi momenti l’integrazione pare così facile e finalmente le differenze arricchiscono? e perchè questi momenti durano ancora così poco e sono così rari?

Forse a qualcuno potrebbe sembrare una situazione banale, però, penso, per godere di questi momenti basterebbe non vedere con gli occhi, né ascoltare con le orecchie!

L’inviata della Pigna


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